Retaggio

Halford John Mackinder Halford John Mackinder è oggi noto principalmente come uno dei padri della geopolitica, sebbene egli all’epoca rifiutasse ogni collegamento con una disciplina ch’era percepita come “tedesca” e “negativa”. Pensava a se stesso come a un geografo, e anzi negli ultimi anni espresse il suo dispiacere per essersi dato alla politica anziché dedicarsi esclusivamente alla geografia.

Come geografo, Mackinder è stato riconosciuto quale uno degl’iniziatori della geografia moderna in Gran Bretagna, sebbene oggi la storiografia revisionista tenda a ridimensionarne il ruolo. Mackinder fu al vertice della battaglia per l’affermazione universitaria della geografia, ricevette la prima Readership britannica nella materia da tre secoli a quella parte e fondò il dipartimento di geografia all’interno dell’Università di Oxford. Assieme all’assistente Andrew J. Herbertson introdusse in Inghilterra l’approccio regionale. Si batté per la valorizzazione della geografia umana e politica. Fu all’avanguardia nell’uso di sussidi visuali all’insegnamento geografico, compresa la lanterna magica, antenata del proiettore di diapositive.

Come geopolitologo, la sua fama è legata alla descrizione storico-geografica che diede del mondo e in particolare alla teoria del Heartland. Il Generale Karl Haushofer, geografo tedesco e padre della Geopolitik, s’ispirò apertamente a Mackinder. Haushofer ebbe stretti rapporti con Rudolf Hess e una certa notorietà nella Germania degli anni ’30, ma la sua influenza sulla dottrina strategica nazista è stata esagerata dalla stampa anglosassone. Oltre che da Haushofer, le teorie di Mackinder sono state riprese, seppur modificate o in maniera implicita, da diversi esperti di strategia anglosassoni, a partire da Nicholas J. Spykman per arrivare a Zbigniew Brzezinski, Colin Gray e Geoffrey Sloan. Nella Russia postsovietica, apertamente ispirato a Mackinder è l’influente pensatore Aleksandr Dugin. Ma in ogni angolo del mondo i geopolitologi riflettono sulle teorie di Mackinder. In America Latina, ad esempio, è nata la tesi del “Heartland sudamericano”. E pure i “geopolitici critici”, postmoderni e decostruttivisti, hanno eletto Mackinder a loro principale bersaglio polemico, riconoscendone così l’importanza e l’influenza che giunge fino ai giorni nostri.

(Daniele Scalea)

Per approfondire la figura di H.J. Mackinder vedi:

Mackinder_copDaniele Scalea
Halford John Mackinder. Dalla geografia alla geopolitica
Fuoco Edizioni-IsAG
Roma
2013

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